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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Goti
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I mwbwGoti (mwcain latino mwcqGothi o mwcgGothones) furono una mwcwfederazionecite-ref-1[1] di mweatribù germaniche orientali che invase l'Europa centro-meridionale nell'ultimo periodo dell'mweqImpero romano. Secondo le loro stesse tradizioni, queste tribù erano originarie dell'isola di mwegGotland e della regione di mwewGötaland in mwfaSvezia. Da loro prende il nome la città di mwfqGöteborg. Secondo la mwfgmitologia norrena i Goti provengono da mwfwHreiðgotaland. Molte saghe norrene parlano dei Goti tra cui le più importanti sono la mwgaSaga di Hervör e la saga di mwgqTyrfing. A ondate sbarcarono sulle coste del mwggMar Baltico e da qui si spinsero a sud imponendosi sulle popolazioni che trovarono sul loro cammino. Due tribù strettamente apparentate, i mwgwmwhaGutar e i mwhqGötar, che rimasero in Scandinavia, sono anche annoverate fra i Goti con i nomi, rispettivamente, di mwhgGotlandi e mwhwGeati. mwiaPlinio il Vecchio sosteneva nella sua mwiqmwigNaturalis Historia che questa popolazione facesse parte dei mwiwVandali, insieme a mwjaVarinni, Carini e mwjgBurgundi.cite-ref-2[2]

Arrivati a contatto con il mondo romano nella zona della foce del fiume mwlaDanubio e del mwlqRegno del Bosforo Cimmerio furono a più riprese nemici dei vari imperatori e a volte alleati contro altre popolazioni barbariche nel corso di tutto il mwlgIII e mwlwIV secolo. Sappiamo che la prima suddivisione interna di questa federazione di tribù, fu tra le due maggiori tribù (si pensa fossero non meno di dodici): quella dei mwmaTervingi a occidente e mwmqGrutungi a oriente.cite-ref-heather-3-0[3]

La divisione successiva in mwnwVisigoti (ramo occidentale; dal mwoatedesco mwoqWestgoten) e mwogOstrogoti (ramo orientale; dal tedesco mwowOstgoten) e in mwpaGepidi (ramo settentrionale) avvenne solo sul finire del IV secolo, anche se è diventato uso comune accomunare i primi ai Tervingi e i secondi ai Grutungicite-ref-4[4]. Nel IV e mwqqV secolo furono spinti a occidente dagli mwqgUnni e, dopo la fine dell'Impero romano d'Occidente (476), fondarono i mwqwregni romano-barbarici mwravisigoto, grosso modo tra le attuali mwrqFrancia e mwrgSpagna, e il mwrwregno ostrogoto, che comprendeva l'mwsaItalia e la mwsqpenisola balcanica nordoccidentale.

Contents

Storia
Origini
Lingua
Musica
Note

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Etnonimo

Nella mwtglingua gotica, i Goti erano chiamati mwtw*Gut-þiuda ("popolo gotico") o mwua*Gutan ("Goti"). La mwuqforma protogermanica del nome gotico è mwug*Gutōz, che coesisteva con una variante mwuw*Gutaniz, attestata in mwvamwvqGutoni, mwvggutani o mwvwgutniskr. La forma mwwa*Gutōz è identica a quella dei mwwqmwwgGutes e strettamente correlata a quella dei mwwwGeati (mwxa*Gautōz).cite-ref-5[5] Sebbene questi nomi abbiano probabilmente lo stesso significato, il loro esatto significato è incerto. Si pensa che siano tutti correlati al verbo protogermanico mwyq*geuta-, che significa "versare".cite-ref-6[6]

Storia

Origini

Testimonianze storiche

La nostra unica fonte per la storia antica dei Goti è l'opera mwbwmwcaGetica di mwcqGiordane (pubblicata nel 551), una condensazione dei dodici volumi di storia dei Goti, andati perduti, scritti in Italia da mwcgCassiodoro. Forse neanche Giordane ebbe modo di consultare questo lavoro, per cui queste informazioni sulla storia antica andrebbero trattate con cautela. Cassiodoro era in una buona posizione per scrivere dei Goti, in quanto era un importante ministro di mwcwTeodorico il Grande, che si dice avesse sentito alcuni canti gotici che raccontavano delle loro origini tradizionali.

Spiegando le origini dei Goti, Giordane racconta:

«Lo stesso potente mare ha anche nella sua regione artica, che è a nord, una grande isola chiamata

Scandza

, dalla quale la mia storia (per grazia di Dio) comincerà. La razza delle cui origini hai chiesto di sapere, si mosse come uno sciame di api dal centro di questa isola alle terre d'Europa. [...] Da questa isola di Scandza, come da un alveare di razze o un utero di nazioni, si dice che i Goti siano usciti, guidati dal loro re di nome

Berig

. Appena sbarcarono dalle loro navi e misero piede a terra, diedero immediatamente il loro nome al posto. E ancora oggi, esso è conosciuto come

Gothiscandza

. Presto però si mossero da qui alle terre abitate dagli Ulmerugi [

Rugi

], che in seguito si sarebbero spostati verso le sponde dell'oceano, scacciati dalle loro case»


Nel mwdwI secolo, mweaTacito ubica i mweqGothones nell'odierna mwewPolonia settentrionale:

«A Nord dei

Lugi

, i Gotoni sono governati da una monarchia un po' più dura rispetto alle altre genti germaniche, senza tuttavia che sia soppressa la libertà. Subito dopo, a partire dall'Oceano, ci sono i

Rugi

e i

Lemovii

: i segni distintivi di tutti questi popoli sono lo scudo rotondo, la spada corta e la sottomissione ai sovrani.»


A causa del ruolo centrale che i Goti giocarono nella storia, le loro origini sono state discusse a lungo. Sebbene non siano state proposte teorie alternative alla loro appartenenza di mwfgtribù germaniche della Svezia meridionale, alcuni storici hanno espresso dubbi sul fatto che i Goti abbiano avuto origini in mwfwScandinavia.

D'altra parte, lo studioso tedesco mwgqReinhard Wenskus, ha osservato che se Giordane avesse voluto inventare un passato fittizio per i Goti, li avrebbe reclamati discendenti di locazioni prestigiose come mwggTroia o mwgwRoma. Non avrebbe piazzato le loro origini nel barbarico Nord.

Testimonianze archeologiche

Al di là dei racconti di Giordane, c'è un supporto sia linguistico che archeologico per le origini scandinave.

In Polonia, la più antica cultura materiale identificata con i Goti è la mwhwCultura di Wielbark, che ha rimpiazzato la mwiaCultura di Oksywie nel I secolo. Comunque, tra la tarda mwiqetà del bronzo scandinava e l'antica mwigetà del ferro pre-romana, quest'area era influenzata dalla Scandinavia. Infatti, l'influenza scandinava sulla mwiwPomerania e la Polonia settentrionale dal 1300 a.C. in poi fu così considerevole che la regione a volte è inclusa nella cultura dell'età del bronzo nordicacite-ref-7[7]. Durante il periodo 600 a.C.-300 a.C. il clima mite e asciutto della Scandinavia meridionale (di 2-3 gradi più caldo di oggi) si deteriorò considerevolmente, non solo modificando sensibilmente la flora, ma forzando la gente a cambiare stile di vita e lasciare le abitazioni.

Si crede che i Goti abbiano attraversato il mwkqMar Baltico tra la fine di questo periodo, nel 300 a.C. e il 100 d.C., dalla tradizionale provincia di mwkgÖstergötland, in mwkwSvezia, prove archeologiche mostrano che ci fu un generale spopolamento in questo periodo. Lo spostamento in Polonia corrisponderebbe probabilmente all'introduzione delle tradizioni funerarie scandinave come i mwlacerchi di pietre e i mwlqmenhir, che indicano che gli antichi Goti preferivano seppellire i loro morti secondo le tradizioni scandinave. L'archeologo polacco Tomasz Skorupka dichiara che una migrazione dalla Scandinavia è un dato di fatto:

«A dispetto di molte controverse ipotesi riguardanti la locazione di

Scandza

(per esempio, l'isola di

Gotland

e le province di

Västergötland

e

Östergötland

), il fatto che i Goti siano giunti in terra polacca dalla Scandinavia dopo aver attraversato il Mar Baltico con delle barche è certo.»

Tuttavia, la cultura gotica sembra anche essere in continuità con le culture della regione, suggerendo che gli immigranti si siano mescolati con la popolazione, forse creando aristocrazie separate. Lo studioso di mwmqOxford mwmgPeter Heather suggerisce che fu una migrazione relativamente piccola quella dalla Scandinavia (1996:25). Questo scenario renderebbe la loro migrazione sul Baltico simile a molti altri movimenti di popolazioni nella storia, come l'mwnqinvasione anglosassone, in cui i migranti hanno imposto la loro cultura e il loro linguaggio ai mwngbritanni. La Cultura di Wielbark si è poi spostata a sud-est verso il mwnwMar Nero dalla metà del II secolo, e fu la parte più antica della Cultura di Wielbark, locata ad ovest della Vistola, quella che aveva tradizioni funerarie scandinave. Ci sono prove archeologiche e storiche dei continui contatti tra Goti e scandinavi durante la migrazione.

I-II secolo

Attorno al I secolo erano stanziati nel bacino della Vistola (chiamato mwogGothiscandza da Giordane) nell'attuale Polonia settentrionale lungo le rive del Baltico, provenienti dalla Scandinavia (isola di Gotland).cite-ref-8[8] Da qui migrarono verso sud-est già dalla metà del II secolo, durante le mwpwguerre marcomanniche.

Combatterono, e temporaneamente soggiogarono, gli antenati degli Slavi, che vivevano tra il Mar Baltico e il mar Nero, e si stabilirono poi in mwqqScizia, una vasta regione non bene definita che include le moderne mwqgUcraina e mwqwBielorussia (chiamata mwraOium da Giordane).

III secolo

Restarono una tribù unita fino al III secolo, quindi si divisero in Goti dell'est o Grutungi (più tardi Ostrogoti) e Goti dell'ovest o Tervingi (sul finire del IV secolo chiamati Visigoti).cite-ref-heather-3-1[3]

Nel mwtq230 i Goti, che nel corso di una lunga migrazione si erano spostati dalle sponde meridionali del mwtgMar Baltico a quelle settentrionali del mwtwMar Nero, si stanziarono in mwuaMesia. L'incursione fu di breve durata, e i Germani si ritirarono presto al di là del Limes, a nord del mwuqDanubio. Già in questa fase i Goti avevano in parte perso i connotati originari di singola stirpe germanica, per assumere quelli di una federazione: all'insieme gotico si erano infatti aggregati, riconoscendosi comunque sotto la medesima denominazione etnica, numerosi apporti di altra origine, con l'inclusione di altre tribù (o parti di tribù) germaniche, ma anche mwugdaciche e mwuwsarmatiche.cite-ref-9[9]

I Goti occupavano stabilmente le fertili terre dell'Ucraina, ma la loro sete di saccheggio era insaziabile e si accorsero presto che le difese dell'Impero non erano più impenetrabili. Pochi anni più tardi i Goti si rimisero in movimento, occupando ampie porzioni della mwwqDacia e ottenendo il versamento di un tributo in cambio di una provvisoria pacificazione. Poco più tardi, però, ripresero ad agitarsi, alleandosi alle vicine tribù mwwgdaciche e mwwwsarmatiche e scontrandosi ripetutamente con le mwxalegioni romane. Guidati dal loro re mwxqCniva nel 249 varcarono il mwxgDnestr, la Dacia venne devastata, poi varcarono il Danubio e fu la volta della mwxwMesia ad essere saccheggiata, approfittando di un conflitto interno all'Impero per occupare un'ampia porzione di territorio tra Dacia, Mesia e mwyaTracia. Finalmente l'imperatore mwyqDecio intervenne mentre i goti erano impegnati nell'assedio di mwygNicomedia (250 d.C.). I Goti abbandonarono l'assedio e Decio li inseguì con le truppe stanche così che, attaccato all'improvviso, subì una pesante sconfitta.

I Goti si rivolsero contro mw2aFilippopoli, la conquistarono facendo un ricchissimo bottino e molti prigionieri. Nel frattempo l'imperatore mw2qDecio, accorso a difesa della città, fu duramente sconfitto e Filippopoli cadde, fu saccheggiata e data alle fiamme. I Goti svernarono nel territorio dell'impero e l'mw2ganno seguente, durante il difficile rientro nelle loro basi a nord del Danubio, vennero nuovamente alle armi con l'imperatore: nuovamente sconfitto nella mw2wBattaglia di Abrittus, Decio cadde, primo imperatore a essere ucciso in battaglia da un nemico straniero. E se le sorti dello scontro erano state all'inizio molto favorevoli ai Romani, un imprudente attacco attraverso una palude impantanò le legioni, che furono massacrate e il corpo dello stesso Decio non fu mai ritrovato.cite-ref-gibbon-10-0[10] Nonostante il ricco bottino ottenuto a Filippopoli, negli anni seguenti i Goti quasi annualmente tornarono a compiere incursioni di razzia contro l'Impero, sia via terra, nelle mw4aregioni balcaniche (mw4q253, mw4g254, mw4w256), sia via mare, lungo le coste dell'mw5aAsia Minore (256, mw5q257).

Le incursioni proseguirono, finché i Goti, nel 267, attaccarono anche la Grecia; Atene, malamente difesa da mura ormai in rovina, venne conquistata e saccheggiata. Nel frattempo maturò la distinzione dei Goti nei due grandi rami: gli mw5wOstrogoti, o Goti dell'est, e i mw6aVisigoti, o Goti dell'ovest. Nel mw6q268 furono proprio gli Ostrogoti a compiere, insieme ad altre tribù (germaniche e non), una nuova incursione contro l'Impero. I Germani furono fermati soltanto sotto le mura di mw6gBisanzio dall'esercito romano, che tuttavia non riuscì a impedire che imperversassero a lungo nell'intera mw6wregione egea: dopo aver colpito le isole e le coste orientali dell'Egeo, si spostarono in mw7aAcaia dove saccheggiarono anche mw7qSparta, mw7gArgo, mw7wCorinto e mw8aTebe. Quando le scorrerie giunsero sulle rive dell'Epiro, in vista dell'Italia, l'imperatore mw8qClaudio scese in campo; intercettò i Goti, carichi di bottino, sulla via del ritorno in Moesia e, nel 269, inflisse loro una devastante sconfitta alla mw8gBattaglia di Naisso, definita la più sanguinosa del secolo e dove persero la vita cinquantamila ostrogoti.cite-ref-gibbon-10-1[10]

La sconfitta non fu comunque definitiva: già nello stesso 269 bande gotiche compivano azioni di mw-apirateria in tutto il Mar Egeo. Nel 270 i Goti tornarono ad invadere la Macedonia e l'Asia Minore e nuovamente l'imperatore Claudio li sconfisse, guadagnandosi il titolo di mw-qGotico. Molti barbari catturati furono arruolati nelle legioni o forzati a stabilirsi in Dacia. Oltre che dalle battaglie, i Goti furono sterminati da una pestilenza, che fece tra le vittime anche l'imperatore Claudio. Nel mw-g271 un'altra orda passò il Danubio, tanto che l'imperatore mw-wAureliano si risolse ad evacuare la mw-aprovincia della Dacia. Il nuovo imperatore Aureliano completò l'assoggettamento dei goti assegnando loro terre nella nuova Dacia creata sulla riva destra del Danubio dopo aver abbandonato le terre trans-danubiane, così che per circa un secolo la pace regnò su quel confine. Lo stillicidio delle incursioni gotiche contro l'mw-qAsia Minore riprese già nel mw-g275-mw-w276, e soltanto a fatica gli imperatori mwaqaMarco Claudio Tacito e mwaqeMarco Aurelio Probo riuscirono a ricacciarli. Tra le vittime di queste incursioni ci fu il mwaqitempio di Artemide ad Efeso che fu saccheggiato e messo a fuoco.

IV secolo

Il gruppo dei Goti più occidentale, vale a dire quello dei Visigoti, si stabilì sulla sponda non romana del fiume Danubio e stabilì un regno indipendente centrato sulla provincia abbandonata dai Romani della mwaqyDacia. Contemporaneamente, i Goti rimasti nell'odierna Ucraina stabilirono un vasto e potente regno sul Mar Nero. Questo gruppo veniva chiamato degli Ostrogoti.

Sebbene molti dei guerrieri nomadi che li seguirono abbiano dato prova di essere più sanguinari, i Goti erano temuti perché i prigionieri che catturavano in battaglia venivano sacrificati al loro dio della guerra, Tyz (mwaqgTýr, il dio con una sola mano), e le loro braccia venivano appese ad alberi come offerte. I loro re e sacerdoti venivano da un'aristocrazia separata, e i loro mitici antichi re erano venerati come dei. Il loro mitico legislatore, chiamato mwaqkDeceneo stabilì le loro leggi, che dal VI secolo vennero scritte e chiamate mwaqobelagines.

V-VI secolo

I Goti vennero per breve tempo riuniti sotto un'unica corona nel primo VI secolo dal re ostrogoto mwaq4Teodorico il Grande, che fu reggente del regno dei Visigoti per quasi un ventennio. Dopo il suo regno la storia dei Visigoti e degli Ostrogoti procedette in modo indipendente.

Genealogia mitologica e storica

Società

Forme di governo

I Goti, al tempo dello mwarkstorico romano mwaroTacito, erano retti da un regime monarchico un po' più forte che nelle altre popolazioni germaniche, senza comunque che venisse sopraffatta la libertà del singolo. Si distinguevano dalle altre popolazioni per l'ossequio al potere regio.cite-ref-tacitogermania44-1-12-0[12]

Tecniche militari

I Goti, come pure i mwasiRugi e i mwasmLemoni portavano in guerra scudi rotondi e spade corte.cite-ref-tacitogermania44-1-12-1[12]

Lingua

Il gotico è una lingua, oggi estinta, della mwatefamiglia germanica (a sua volta appartenente al mwatigruppo indoeuropeo), appartenente alle mwatmlingue germaniche orientali.

Secondo alcune teorie, ci sono connessioni linguistiche più strette tra il gotico e le mwatulingue germaniche settentrionali che con le mwatyoccidentali. Inoltre, ci sono due tribù probabilmente legate molto strettamente ai Goti che rimasero in Scandinavia, i Gotlandi e i Geati; queste tribù erano considerate Goti da Giordanes, che le colloca nella Scandza).

La parola "Geati" (mwatganglosassone mwatkGeatas) e la parola mwatosvedese "Götar" (mwatsnorvegese orientale mwat4Gøtar) rappresentano entrambe il risultato del mwat8proto-germanico mwaua*gauta. Questa forma è della stessa origine, anche se non identica, della forma mwaue*gut che sembra essere all'origine sia di "Gotland" che di "Goti", e appare in forme ancora più antiche come mwauiGutthones nell'mwaumetnografia mwauqgreca.

I filologi hanno ricostruito mwauy*gut-þjuda, il "popolo dei Goti", come una probabile forma originaria del nome. Questa forma appare anche nel mwaucCalendario gotico («mwaugaikklesjons fullaizos ana gutþiudai gabrannidai»). Al di là dei Goti, questo modo di dare un nome a una tribù è comune solo in Svezia (vedi mwaukSueoni e Suiþioð).

La mwauwradice ricostruita mwau0*gut è uguale a quella di Gotland, l'isola nel Mar Baltico, e dei suoi abitanti, i mwau4Gutar (Gotlandi). Il numero di somiglianze che esistono tra la lingua gotica e il mwau8gutnico antico, il dialetto del mwavanorreno parlato sull'isola di Gotland, ha fatto considerare al linguista Elias Wessén l'antico gutnico come una forma del gotico. Il più famoso esempio è che sia il gutnico che il gotico usano la parola mwavilamb sia per le pecore giovani che quelle adulte. Tuttavia, si afferma che il gutnico è più vicino al gotico di ogni altro dialetto germanico.

Il fatto è che tutte quelle caratteristiche che distinguono le lingue germaniche settentrionali come una branca separata della famiglia linguistica germanica (senza contare gli aspetti che distinguono molti dialetti norvegesi) sembrano dimostrare che queste lingue si siano evolute a uno stadio successivo da quello preservato nel gotico. Il gotico, pur essendo una forma estremamente arcaica del germanico in molti aspetti, ha comunque sviluppato un certo numero di caratteri unici che non condivide con nessun'altra lingua germanica.

Tuttavia, questo non esclude la possibilità che Goti, Gotlandi e Geati fossero collegati come tribù. Similarmente, i mwavudialetti sassoni della Germania sono molto più vicini all'mwavyanglosassone che a ogni altra lingua germanica occidentale che non abbia subito la seconda mwavcrotazione consonantica, ma le tribù sono identiche. Gli mwavoIuti (mwavsdanese mwavwJyder) dello mwav0Jutland (danese mwav4Jylland, nella mwav8Danimarca occidentale) sono almeno etimologicamente identici agli Iuti che spostandosi dalla regione invasero la mwawaGran Bretagna insieme agli mwaweAngli e ai mwawiSassoni nel mwawmV secolo. Ciò nonostante, non ci sono fonti scritte rimaste tali da associare gli Iuti dello Jutland con qualcosa che non siano i dialetti germanici settentrionali, o gli Iuti della Gran Bretagna con qualcosa che non siano i dialetti germanici occidentali.

I Gotlandi (mwawuGutar) preservano tradizioni orali di una migrazione di massa verso l'Europa meridionale trascritte nella mwawymwawcGutasaga. Se i fatti sono collegati, sarebbe un caso unico di una tradizione sopravvissuta più di un millennio e che precede la maggior parte delle divisioni nella famiglia linguistica germanica.

Alfabeto

Prima della sua creazione nel IV secolo, il dialetto germanico gotico era scritto con l'uso delle mwawsrune. L'alfabeto gotico era originato dall'mwawwalfabeto greco, con qualche traccia di mwaw0quello latino e di due mwaw4rune. Fu inventato dal vescovo visigoto mwaw8Ulfila (311-383) nel IV secolo. Il suo obiettivo era quello di diffondere la mwaxaBibbia tra la sua gente.

Cultura

Artigianato

Musica

I bardi gotici si accompagnavano con uno strumento a corde che gli scrittori latini associavano alla mwayechitarra, più familiare a loro.cite-ref-heather-3-2[3]

I Goti nella cultura moderna

Nella mwaygSpagna medievale e moderna, i Visigoti erano considerati l'origine della mwayknobiltà spagnola (idee comparabili a quelle espresse da mwayoJoseph Arthur de Gobineau nella mwaysFrancia dell'Ottocento). Qualcuno con arroganza avrebbe detto «mwaywhaciéndose de los godos» ("di discendere dai Goti"). Per questo, in mway0Cile, mway4Argentina e nelle isole mway8Canarie, mwazagodo è un insulto etnico usato contro gli spagnoli europei, che nei primi tempi del colonialismo si sentivano superiori ai mwazicreoli.

La rivendicazione delle origini gotiche portò a uno scontro con una delegazione svedese al mwazqConcilio di Basilea nel mwazu1434, durante il quale gli spagnoli e gli svedesi si contesero la vera discendenza dai Goti. Gli spagnoli conclusero affermando che era meglio discendere dagli eroici Visigoti che da coloro che rimasero nelle loro case.

Note

cite-note-11. mwazw(mwaz0mwaz4EN) Pat Southern, mwaaaThe Roman Empire: from Severus to Constantine, Londra & New York, mwaaeRoutledge, 2001, pp.mwaai 207 e segg., mwaamISBNmwaaq 0-415-23944-3.
cite-note-22. mwaaomwaasPlinio il Vecchio,mwaaw IV, 99.
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cite-note-66. Brink, Stefan (2008). "People and Land in Early Scandinavia". In Garipzanov, Ildar H.; Geary, Patrick J.; Urbańczyk, Przemysław [in Polacco] (eds.). Franks, Northmen, and Slavs. Cursor Mundi. Vol. 5. ISD. pp. 87–112. ISBN 978-2503526157. Archived from the original on 5 December 2020. Retrieved 26 August 2020.
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cite-note-99. mwadmmwadqSouthern 2001,mwadu pp. 207 e ss.
cite-note-gibbon-1010. E.Gibbon, "Declino e caduta dell'Impero Romano"
cite-note-111. detto anche Guti, Gaut, Gapt, Gautar o Gutar (cfr. mwad4Giordane)
cite-note-tacitogermania44-1-1212. mwaeqmwaeuTacito, De origine et situ Germanorum,mwaec XLIV, 1.
cite-note-132. Alexandru Odobescu, Le trésor de Petrossa: Étude sur l'orfèvrerie antique, Parigi-Lipsia, J. Rotschild, 1889

Bibliografia

Fonti antiche

• citerefplinio-il-vecchio(LA) Plinio il Vecchio, Naturalis historia. (mwafatesto latino e mwafiversione inglese).
• citereftacito-de-origine-et-situ-germanorum(LA) Tacito, De origine et situ Germanorum. (mwafqtesto latino , mwafytraduzione italiana del Progetto Ovidio e mwafctraduzione inglese).

Fonti moderne

• citerefschreiber-1981Hermann Schreiber, I goti, Milano, Garzanti, 1981, ISBN non esistente, SBN RLZ0251009.

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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiagoti, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Goth, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Goti, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• (EN) Goti, su Comic Vine, Fandom.